Buon 8 Marzo!

L’idea mi venne perché la mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette, mi ricordava la lotta sulle montagne un fiore povero che cresceva ovunque a marzo e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente.

Teresa Mattei

  La storia della Festa della Donna in Italia inizia nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, in uno dei momenti più difficili nella storia del nostro paese. Il contributo delle donne nella guerra di liberazione dell’Italia è stato infatti fondamentale ed ha dato anche una forte spinta al riconoscimento della parità dei diritti.

  Le donne antifasciste di ogni parte d’Italia si riuniscono nel 1943 (mille novecento quarantatrè) nei Gruppi di difesa della donna per sensibilizzare e organizzare la popolazione femminile e dare supporto alla lotta contro l’occupazione del nostro  paese. Da questi gruppi arrivano le prime donne partigiane che si battono al fianco degli uomini nei GAP ( Gruppi di Azione Patriottica) in cui hanno un ruolo molto attivo.

  L’anno successivo, nel 1944 (mille novecento quaranta quattro), le donne iscritte al PCI, al PSI, dal Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro formano il primo nucleo dell’ UDI (oggi Unione Donne in Italia) che si unisce alla Resistenza e offre il suo sostegno nella guerra di liberazione. L’8 marzo 1945 (mille novecento quaranta cinque) proprio questo nuovo gruppo si impegna a celebrare la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia liberate dal fascismo. Nello stesso periodo parte da Londra la richiesta ufficiale alla neonata ONU di prendere iniziative per la garanzia di parità dei diritti per le donne di tutto il mondo.

  Il 1° (primo) ottobre 1945 (mille novecento quaranta cinque), infine, viene ufficializzata la nascita dell’Unione Donne Italiane con la fusione del primo nucleo originario dell’UDI stessa con i Gruppi di difesa della donna e con l’Associazione femminile per la pace e la libertà di Velia Sacchi.

  Nel 1946 (mille novecento quaranta sei), dopo la fine della guerra, si celebra finalmente in tutta Italia l’8 marzo. Grazie a un’idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei compare per la prima volta la mimosa. Questo bellissimo fiore sboccia proprio tra febbraio e marzo e da quel momento riempie di giallo uffici, scuole, case e strade italiane in questo giorno dedicato alla donna. In Italia, infatti, questo bellissimo fiore si lega per sempre a questo importante giorno e diventa il simbolo della festa, il dono con cui omaggiare ogni donna del mondo.

  La strada per l’ufficializzazione della celebrazione è però ancora lunga.

  L’Unione Donne Italiane, dopo la fine della guerra, lavora con molta determinazione a raggiungere un obiettivo forse anche più importante, e cioè assicurarsi di scrivere i diritti della donna nella nuova Costituzione italiana. Grazie a questa determinazione, infatti, la nostra Carta costituzionale nasce e si fonda sulla parità di genere. Ma il lavoro dell’UDI non si ferma e  diventa impegno a trasformare in realtà la parità scritta finalmente sulla Carta.

  L’organizzazione si impegna nella ricostruzione del Paese con molte energie e con l’idea di cancellare tutte le forme di discriminazioni subite dalle donne nel passato. Con il passare degli anni l’impegno si estende anche ad iniziative in favore dei diritti dei bambini.

  All’inizio degli anni cinquanta purtroppo, a causa soprattutto dell’inizio della Guerra Fredda, l’attivismo nel giorno dell’8 marzo viene ostacolato dalla politica. Il governo italiano spesso mette i bastoni tra le ruote alle organizzazioni femminili perché non vede di buon occhio queste manifestazioni.

  Nel 1959 (mille novecento cinquanta nove), ad esempio, il mondo politico italiano ignora e non accoglie la proposta, avanzata delle senatrici Luisa Balboni, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, di trasformare la giornata della donna in una festa nazionale.

  Le cose cambiano negli anni settanta. L’8 marzo 1972 (mille novecento settanta due), infatti, la celebrazione della giornata della donna a Roma diventa un’enorme manifestazione di protesta con migliaia di donne italiane nelle strade. Le manifestanti chiedono a gran voce il riconoscimento dei loro diritti, soprattutto sul tema della maternità e dell’aborto. La polizia riceve l’ordine di mettere fine alla manifestazione ma ormai era l’inizio di una nuova epoca. Da questo momento molte strade e piazze italiane prendono il nome di 8 Marzo in ricordo di questo evento e proteste di questo tipo si moltiplicano.

  Il 18 (diciotto) dicembre 1972 (mille novecento settanta due) è l’ONU a fare un passo significativo e decide di proclamare il 1975 (mille novecento settanta cinque) Anno Internazionale delle Donne.

  Il 15 (quindici) dicembre 1975 (mille novecento settanta cinque) l’iniziativa si trasforma addirittura nel “Decennio delle Nazioni Unite per le donne: equità, sviluppo e pace”.

  Il 16 (sedici) dicembre 1977 (mille novecento settanta sette), finalmente, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 32/142, chiede ad ogni paese di stabilire un giorno dell’anno in cui celebrare la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”.

  Con questa risoluzione l’ONU dimostra la volontà politica di mettere fine alle discriminazioni in ogni paese del mondo. L’8 marzo è stato scelto dall’Italia e da moltissimi altri paesi proprio perchè era già molta diffusa l’abitudine di festeggiare la ricorrenza in questa data.

  Nel Belpaese l’usanza di regalare mimose e di fare gli auguri alle donne è entrata profondamente nella cultura popolare anche grazie al contributo fondamentale della scuola. Nelle aule italiane, infatti, questo giorno viene celebrato con grande partecipazione degli insegnanti e degli studenti di ogni età. Ma ogni anno sono tantissime anche le iniziative ufficiali per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dei diritti e della parità di genere.

Auguri a tutte le donne del Mondo.

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