1° Dicembre

   Oggi è il primo giorno dell’ultimo mese dell’anno più pazzo del nuovo millennio. L’inverno è ormai alle porte e nel mio Paese, l’Italia, siamo al decimo mese consecutivo di stato di emergenza, una cosa mai vista per me in quarantacinque anni di vita. Erano i primi giorni di marzo quando nelle regioni del nord Italia la situazione ha rischiato di andare fuori controllo e  la paura ha attraversato tutto il Paese fino ad arrivare nei palazzi del potere e costringere il Presidente del Consiglio italiano a misure eccezionali mai nemmeno immaginate, almeno negli ultimi 40 anni. L’Italia ha vissuto momenti di grave crisi in passato, ma riempire un modulo per circolare liberamente di giorno non era nemmeno immaginabile fino a 10 mesi fa. 

  Questo anno pazzo però è ormai entrato nei suoi ultimi 31 (trentuno) giorni di vita e sono buone le speranze che il Natale porti in dono i tanto attesi vaccini e forse la fine di questo incubo. Ci sono ancora dei mesi di attesa ma per fortuna in molti contano sull’anno nuovo per ripartire e ricominciare una vita normale, senza coprifuochi, quarantene e pandemie. 

  Ma questi ultimi giorni dell’anno folle sono anche giorni di riflessione, almeno per me. iSpeakItaliano è nato proprio in mezzo a questa crisi. La sua data di pubblicazione ufficiale è stata il primo maggio e oggi compie otto mesi ma il lavoro è iniziato quasi contemporaneamente a questa crisi. Il blog non va avanti male ma devo ammettere che la sua crescita è un po’ più lenta del previsto. Da subito ho stabilito il mese di dicembre e la fine dell’anno come periodo di riflessione sui risultati del progetto, un periodo in cui tirare le somme e stabilire in quale modo andare avanti.

  Ho amato e amo questo progetto e ho tutta l’intenzione di continuare ma è un dovere anche trovare la sua giusta dimensione. Da ormai più di otto mesi iSpeakItaliano occupa una larga parte della mia giornata. Il ritmo di pubblicazione di contenuti attuale richiede molte ore di lavoro ogni giorno e, anche se per me è un piacere e un onore fare tutto questo, fare un bilancio è un dovere nei confronti del tempo della mia vita che investo in questa idea.   

  Fare un bilancio non significa per forza decidere tra fermarsi e continuare, significa solamente trovare un equilibrio diverso e fissare obiettivi e scadenza diverse. Ho molto altro lavoro da fare per realizzare altre idee che ho in mente per il blog e molte devono essere pronte prima del 31 dicembre. Questo è quello che mi aspetta in questi trenta giorni dell’ultimo mese dell’anno più pazzo del nuovo millennio, lavoro e riflessione.

  Il bilancio è un mio dovere ma sono curioso di conoscere l’opinione delle persone che supportano iSpeakItaliano. Per questo scopo chiedo a tutti quelli che apprezzano e seguono il mio lavoro di aiutarmi. Come ho detto nel post di inaugurazione in home page, ho deciso di impiegare bene il tempo della pandemia per far nascere qualcosa di positivo, e la mia intenzione è di continuare a far crescere questo spazio. Questo spazio continuerà ad esistere in un modo o in un altro ma il mio sogno è quello di rendere questo blog qualcosa di più grande, di investire ancora tempo e lavoro per far diventare iSpeakItaliano una delle mie attività di lavoro principali. 

Ma i sogni devono fare i conti anche con la realtà!

  Per questo chiedo a voi la vostra opinione. La vostra opinione su cosa può essere questo spazio e quali sono le sue reali possibilità di crescita. Devo continuare a impegnarmi per provare a far diventare iSpeakItaliano il mio lavoro preferito o devo lasciare che il 2021 (duemila ventuno) spazzi via come un vaccino il COVID19 e con lui anche il sogno nato durante il suo regno? 

Grazie!

 

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