Cuore

  Il libro Cuore è uno dei romanzi italiani per ragazzi più importanti, forse il più famoso. Questa importante opera è considerata un testo educativo per i valori contenuti nelle sue pagine. Per molto tempo è stato uno dei libri più importanti e letti nelle scuole elementari italiane. Cuore è stato un grande successo letterario ed è diventato molto popolare anche fuori dai confini italiani grazie alla traduzione in ben 25 (venti cinque) lingue.

  L’autore di questo famoso libro è Edmondo De Amicis, la prima casa editrice è stata la Treves di Milano e la pubblicazione è avvenuta il 17 (diciassette) ottobre 1886 (mille ottocento ottanta sei). La data di pubblicazione non è casuale, nell’anno 1886 (mille ottocento ottanta sei), infatti, il 17 (diciassette) Ottobre è stato il primo giorno di scuola in Italia.

  Il libro è scritto dal punto di vista di un alunno della scuola elementare. Cuore è il diario di Enrico Bottini, un ragazzino di terza elementare, e racconta le avventure di tutta la sua classe durante i dieci mesi dell’anno scolastico 1881 (mille ottocento ottantuno) – 1882 (mille ottocento ottanta due) in una scuola di Torino.

  Ogni capitolo ha una sua data e il suo titolo rappresenta un breve riassunto dei fatti di quel giorno. Il libro, però, non contiene solo le giornate di Enrico in classe insieme ai suoi compagni ma, tra una pagina e l’altra del diario personale, è possibile leggere anche alcune lettere del padre e le storie della famiglia Bottini. Un’altra parte importantissima e fondamentale del romanzo sono i racconti del suo Maestro Perboni.

  Ogni mese, infatti, il maestro di Enrico detta a tutta la classe un racconto in cui il protagonista è sempre un ragazzino più o meno della loro età. In ogni racconto questi bambini compiono azioni di grande coraggio, sono esempi di giovani lodevoli e incarnano valori positivi. In quasi tutte le storie, in realtà, il protagonista più importante è il patriottismo di questi giovani eroi.

  L’opera nasce nei primi anni del Regno d’Italia, alla fine del lungo e doloroso processo di unificazione. Per questo motivo l’ideale patriottico, molto caro a Edmondo De Amicis, è uno dei valori più importanti del libro, usato anche per celebrare il sacrificio di tanti italiani morti per la causa dell’Unità d’Italia.

  Enrico è la voce narrante di Cuore e lui, la sua famiglia, il suo maestro e i suoi compagni sono i protagonisti delle belle pagine del suo diario. Ogni personaggio rappresenta nel libro alcune caratteristiche umane e sociali. Diversi importanti autori hanno a volte criticato il libro proprio perché descrive i personaggi senza una vera personalità ma solo come simboli e stereotipi, spesso legati alla loro condizione sociale o alla regione di origine. La classe di Enrico, ad esempio, è composta di bambini di tutte gli strati sociali e di diverse regioni italiane.

  Probabilmente l’autore ha provato a offrire un esempio educativo di cooperazione tra ceti diversi per la creazione di una società migliore e pacifica. Nonostante le buone intenzioni di De Amicis, però, per molti Cuore offre una visione classista della società. L’amicizia e la collaborazione tra questi bambini è sempre la protagonista ma molti non vedono traccia della speranza di miglioramento della condizione dei ragazzi più poveri.

  L’autore, infatti, sottolinea sempre l’importanza di tutti i mestieri, ma il suo tentativo appare solo un invito ai bambini ad accettare con orgoglio e dignità le difficoltà di famiglia e il lavoro dei loro genitori. Per alcuni si tratta di un atteggiamento di semplice gratitudine e benevolenza nei confronti dei ragazzi destinati inevitabilmente ai mestieri utili ma umili svolti dal padre e dalla madre. Questo difetto del libro ha però un valore storico importante e offre a tutti noi uno spaccato della vita sociale, politica ed economica dell’Italia di quell’epoca.

  Cuore è stato per generazioni un punto di riferimento nell’educazione scolastica ed è sicuramente nei ricordi di tante persone. I personaggi presenti nelle storie di Enrico sono molti e ognuno ha il suo compagno di scuola preferito. Il gigante buono sempre pronto a difendere i più deboli, il primo della classe, il gobbo indifeso, il figlio di papà e tanti altri.

  Tra i piccoli protagonisti più famosi troviamo ad esempio Garrone, De Rossi, il piccolo Nelli, Coretti, Nobis, e infine Franti, forse l’unico personaggio completamente negativo, figlio di proletari, sempre nei guai e sempre cattivo con i più deboli. Un altro personaggio molto amato del libro è sicuramente la Maestrina dalla Penna Rossa, una giovane maestra della scuola sempre allegra e gioiosa con i suoi alunni. Per molti questo è l’unico personaggio esistito davvero, forse ispirato alla maestra Eugenia Barruero di Torino.

  Molti di noi ricordano ancora bene le avventure dei piccoli eroi dei racconti del maestro Perboni. Il piccolo patriota padovano, la piccola vedetta lombarda, il piccolo scrivano fiorentino e l’infermiere di Tata sono solo alcune delle commoventi e coraggiose storie dei giovani protagonisti di questi racconti nel racconto.

  Molti sono stati i famosi scrittori che hanno elogiato o criticato questo libro e il suo autore. Umberto Eco è stato forse tra il più critico e ha scritto Elogio di Franti in cui ha addirittura esaltato il personaggio negativo di Franti e il suo sarcasmo, simbolo della lotta contro l’ordine sociale di quel tempo. Il protagonista Enrico Bottini invece, secondo il grande Umberto Eco, è il simbolo dell’Italia perbenista e senza coraggio, fra le cause della nascita del fascismo qualche decennio dopo. 

  De Amicis era un socialista e laico convinto, per questo motivo non ha inserito nel libro alcun riferimento al sacro e ha guadagnato le critiche di una grande parte del mondo cattolico. L’intenzione dell’autore era di scrivere un’opera educativa basata su valori universali, più civili che religiosi.

  In questo diario di bambino fatto di buoni sentimenti e valori positivi c’è infatti un grande e prestigioso assente: il Natale. Sembra strano ma tra le pagine del mese di dicembre, fra le righe scritte dal piccolo Enrico, non c’è traccia della festa, delle sue storie e delle sue tradizioni. L’assenza della festività nel racconto di un bambino è clamorosa e difficile da giustificare ai lettori di quell’epoca,  ma è coerente con le convinzioni di De Amicis.

  Il libro Cuore è in ogni caso uno dei classici della nostra letteratura, una parte della nostra cultura popolare e, nonostante alcune critiche del passato e del presente, un simpatico ricordo dell’infanzia nella memoria di moltissimi italiani.

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