Quid melius Roma?

  La data di oggi per molte persone non è speciale e non tutti conoscono la sua importanza, ma oggi Roma festeggia uno storico anniversario. La città eterna, infatti, è diventata la Capitale d’Italia 150 (cento cinquanta) anni fa,  il 3 (tre) febbraio 1871 (mille ottocento settantuno).

  Il Regno d’Italia nasce nel marzo del 1861 (mille ottocento sessantuno) ma la sua prima capitale è stata Torino, dove il Re aveva la sua residenza. All’inizio anche il Governo e il Parlamento sono ospitati nella città magica dove restano per circa 4 (quattro) anni. Il Regno d’Italia, infatti, decide nel 1864 (mille ottocento sessanta quattro) di spostare la capitale a Firenze e programma questo evento per i primi mesi dell’anno successivo, senza stabilire una data precisa.

  Questa decisione è stata accolta molto male a Torino. La popolazione scende nelle strade per protestare ed è protagonista di scontri e disordini che causano anche morti e feriti. Il 30 (trenta) gennaio del 1865 (mille ottocento sessanta cinque), durante una festa nel Palazzo Reale di Torino, scoppia l’ennesima rivolta contro la decisione di trasferire la capitale del Regno. In questa occasione la repressione è violenta e, purtroppo, alla fine degli scontri le vittime sono 52 (cinquanta due) e i feriti sono 187 (cento ottanta sette). Questo evento è passato alla storia come “la strage di Torino”. Vittorio Emanuele II assiste a questa terribile tragedia dalle finestre del suo palazzo e, turbato da questo evento, decide di convocare il Governo pochi giorni dopo, il 2 (due) febbraio, per discutere della situazione.

  La situazione politica innervosisce molto il Re che decide in modo molto istintivo di partire subito per Firenze, per far capire a tutti che il trasferimento è ormai definitivo e non è più possibile cambiare la sua decisione. Il 3 (tre) febbraio del 1865 (mille ottocento sessanta cinque), quindi, la capitale del Regno si trasferisce nell’Atene d’Italia. Dopo poco tempo anche la Camera dei Deputati e il Senato seguono il Re e cambiano la loro sede. Il Senato si stabilisce negli Uffizi mentre la Camera si sposta a Palazzo Vecchio.

  Firenze era una città meravigliosa, molto popolare e amata in tutto il mondo ma, sin dal 1861 (mille ottocento sessantuno), l’obiettivo era sempre quello di incoronare Roma come nuova capitale. Per molti importanti politici e intellettuali, infatti, non era possibile immaginare l’Italia separata da Roma. Tutti consideravano questa città la capitale più adatta per le gloriose pagine di storia scritte su ogni pietra in ogni angolo d’Italia.

  La città eterna, però, apparteneva al Papa ed era difesa da Napoleone III. La Convenzione di settembre del 1864 (mille ottocento sessanta quattro), stipulata tra Francia e Italia, impediva alla neonata nazione italiana di attaccare i territori dello Stato Pontificio e annettere Roma al Regno, per completare finalmente il processo di unificazione. Giuseppe Garibaldi ha provato in due occasioni a conquistare la capitale senza il permesso del Re, ma ha ottenuto entrambe le volte delle tragiche sconfitte.

Stampa satirica e anticlericale sulla questione romana: con Roma sullo sfondo, Garibaldi e Vittorio Emanuele sparano a pipistrelli "clericali", Napoleone III, nelle vesti di un gendarme, difende Pio IX e Francesco II (abbigliato come pazzariello napoletano) mentre due inglesi in tenuta da caccia osservano e esclamano: "Lasciate che Vittorio faccia quel bel tiro e siamo più che contenti"

  Con la caduta di Napoleone III nel 1870 (mille ottocento settanta) arriva l’occasione giusta per chiudere la partita con il Papa e strappare Roma al suo controllo. La città rimane senza il suo protettore francese e diventa una facile preda dell’esercito italiano. Il 20 (venti) settembre dello stesso anno, il generale Raffaele Cadorna entra a Roma dalla famosa breccia di Porta Pia e annette lo Stato Pontificio al Regno d’Italia. Il 3 (tre) febbraio del 1871  (mille ottocento settantuno) con la legge n° 33 Roma viene proclamata ufficialmente Capitale d’Italia.

Il maggiore Giacomo Pagliari, comandante del 34º Bersaglieri, colpito a morte durante la presa di Porta Pia.
La breccia, qualche decina di metri sulla destra di porta Pia, in una foto di Lodovico Tuminello.

  Per molti è la naturale e giusta conclusione di questa vicenda ma ovviamente il pontefice Pio IX si rifiuta di accettare la situazione. Il 13 (tredici) maggio il parlamento approva la famosa legge delle Guarantigie che, in segno di rispetto, stabilisce l’eccezionalità della figura del Papa e garantisce numerosi privilegi a lui e alla Santa Sede.

  Tutto questo non è sufficiente a ristabilire buoni rapporti tra il Papato e il Regno. Pio IX decide di non uscire più dai Palazzi Vaticani in segno di protesta e da inizio alla storica “Questione Romana”.  Per 60 (sessanta anni) tutti i Papi hanno avuto lo stesso atteggiamento fino al 1929 (mille novecento ventinove), quando Mussolini trova un accordo con la Santa Sede e stipula i Patti Lateranensi, che riaprono i rapporti tra il Regno d’Italia e il Vaticano.

  Le celebrazioni per ricordare la proclamazione di Roma Capitale d’Italia sono iniziate ufficialmente il 3 (tre) febbraio del 2020 (duemila venti), quando la crisi del COVID19 non era ancora esplosa. Questo importantissimo evento è stato ovviamente oscurato dai problemi che il nostro Paese e tutto il mondo affrontano in questi giorni.

  Questo periodo non è un tempo adatto ai grandi festeggiamenti e molti eventi sono stati purtroppo cancellati, per ragioni di sicurezza e anche per rispetto a tutte le vittime di questo ultimo anno. Una data di questa importanza, però, non può essere ignorata e il Comune di Roma insieme alla sindaca Virginia Raggi hanno organizzato una cerimonia nei Musei Capitolini per ricordare questo storico avvenimento. Questa terribile crisi sanitaria, purtroppo, impedisce di festeggiare Roma come merita, ma la nostra Capitale resta sempre una città incredibile capace di incantare tutto il mondo da più di duemila anni.

Tanti auguri a Roma,

caput mundi, città fortunata, invincibile ed eterna.

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