Andrea Camilleri

“Morirò prima di Montalbano nonostante lui morì prima di me.

 

  Il 6 (sei) settembre del 1925 (mille novecento venti cinque) a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, nasce Andrea Calogero Camilleri. Camilleri è stato uno sceneggiatore, un regista, un insegnante di italiano e sicuramente uno degli scrittori più famosi e amati del nostro paese.  Tutto il mondo conosce lo scrittore come padre del celeberrimo Commissario Montalbano, che ha appassionato milioni di persone grazie alle bellissime pagine dedicate alle sue avvincenti avventure da scaltro poliziotto della provincia siciliana.

  Camilleri inizia i suoi studi a Porto Empedocle, nella città in cui è nato. Lo scrittore frequenta per un breve periodo il Collegio Vescovile “Pio X” ma viene espulso a causa di problemi disciplinari dopo aver lanciato alcune uova contro un crocefisso. A questo punto l’indisciplinato Andrea si iscrive al liceo classico “Empedocle” di Agrigento dove studia fino al diploma di maturità nel 1943 (mille novecento quaranta trè). Camilleri non deve sostenere il famoso esame di maturità perché in quel periodo la sua bella terra era sotto i bombardamenti alleati necessari alla preparazione dello sbarco in Sicilia. A causa della guerra, quindi, gli esami sono sospesi e gli studenti vengono promossi con i voti ottenuti durante l’anno scolastico.

  Dal 1944 (mille novecento quaranta quattro) il papà di Montalbano frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo ma non completa questi studi e non ottiene la laurea. In questi anni vive a Enna, si iscrive al Partito Comunista Italiano e conosce alcuni scrittori locali come Nino Savarese e Francesco Lanza, o come Franco Enna, famoso autore italiano di fantascienza. Nello stesso periodo Camilleri inizia a scrivere le sue prime opere e a lavorare come regista teatrale.

  Nel 1949 (mille novecento quaranta nove) entra nell’Accademia nazionale d’arte drammatica come allievo regista e si trasferisce a Roma, dove vive per la maggior parte della sua vita. Camilleri completa i suoi studi nel 1952 (mille novecento cinquantadue) e inizia la sua lunga carriera in teatro e in televisione.

  Nel 1957 (mille novecento cinquanta sette) inizia a lavorare in RAI e sposa Rosetta Dello Siesto. Il maestro e la sua amatissima moglie diventano negli anni genitori di tre figlie e nonni di quattro nipoti. Tra il 1958 (mille novcento cinquantotto) e il 1970 (mille novcento settanta) Camilleri insegna per molti anni nel Centro sperimentale di cinematografia di Roma, mentre dal 1977 (mille novcento settanta sette) al 1997 (mille novecento settanta sette) è professore di regia all’Accademia nazionale d’arte drammatica, dove lui stesso ha studiato da giovane allievo.

  La scomparsa di Patò, Il re di Girgenti, Le inchieste del commissario Collura, La tripla vita di Michele Sparacino, L’intermittenza, sono solo alcuni dei titoli della vasta produzione letteraria di questo grande autore che, a volte, ha collaborato anche con altri importanti colleghi scrittori.

  Chiaramente non si può parlare del maestro senza citare il suo personaggio più famoso, Salvo Montalbano. Camilleri ha scelto questo nome in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, l’inventore di un altro investigatore, Pepe Carvalho. Due poliziotti, quindi, due segugi inarrestabili che condividono la passione per il cibo, i modi poco ortodossi di condurre le indagini e anche storie d’amore complesse con donne complesse.

  Montalbano nasce nel 1994 (mille novecento novanta quattro), ed è un commissario di polizia nella città immaginaria di Vigata, nell’immaginaria provincia di Montelusa, dove risolve delitti intricati grazie all’aiuto del suo grande intuito e dei suoi ottimi collaboratori.

  Il commissario più famoso d’Italia vive in una bella villa in riva al mare nella frazione di Marinella, una località che esiste anche nella realtà nel comune di Porto Empedocle. Ogni giorno ama fare una bella nuotata nelle splendide acque del mare davanti alla sua casa. Montalbano ha una fidanzata di nome Livia che vive lontano da lui per ragioni di lavoro. La coppia litiga spesso, anche per motivi insignificanti, soprattutto per la lontananza che causa una continua tensione amorosa che si rivolve sempre quando finalmente possono vivere vicini la loro complicata relazione.

  Montalbano è un uomo maturo, intelligente ma introverso, facilmente irritabile, soprattutto quando il tempo è brutto o quando interrompono il  suo pranzo o la sua cena, e rovinano i momenti in cui si dedica alla sua grande passione per il buon cibo. I suoi collaboratori conoscono bene il suo carattere burbero, a volte lo temono, ma rispettano le sue qualità di uomo leale, onesto e disponibile, anche se non privo di vizi e difetti. Non ama mostrarsi in pubblico perché è un uomo schivo, ma certamente è un infallibile investigatore che non teme le pressioni politiche o mafiose quando svolge le sue indagini.

  Numerose sono le avventure di questo antieroe della letteratura italiana. Nel 2005 (duemila cinque) Camilleri trova l’ispirazione per scrivere l’ultima avventura del suo personaggio più celebre. L’autore siciliano scrive “Riccardino” d’istinto, segue la sua intuizione e chiede agli editori di pubblicare questo episodio solo dopo la sua morte. Nel 2016 (duemila sedici) lo scrittore decide qualche miglioramento al testo ma lascia intatta l’idea originale per chiudere le vicende del commissario. Per fortuna Camilleri non ha mai smesso di scrivere nuove storie sulle indagini di Montalbano, nonostante l’esistenza dell’ultimo libro custodito in un cassetto della scrivania del suo editore.

  Grazie alla RAI, a Camilleri, e a tanti altri collaboratori, questo iconico personaggio ha preso le sembianze dell’attore Luca Zingaretti in diversi film per la TV basati sulle storie tratte dai popolari romanzi. Montalbano ha conquistato un successo incredibile grazie all’arrivo del grande pubblico della televisione, che lo ha reso uno dei personaggi più amati nella cultura popolare italiana, per la gioia di tutti i suoi ammiratori. Ancora oggi milioni di telespettatori restano incollati al televisore ogni volta che la RAI trasmette una selezione di film sul grande Montalbano, che nell’immaginazione di ogni italiano ha ormai il volto del grande Zingaretti.

Andrea Camilleri - Foto di Marco Tambara

  Nemmeno i grandi problemi alla vista hanno impedito a Camilleri di continuare a scrivere le storie del suo commissario e a 91 (novantuno) anni ha dettato alla sua assistente, Valentina Alferj, il suo centesimo libro dal titolo L’altro capo del filo. L’ultimo romanzo, KM 123, è arrivato poco prima della sua scomparsa. La mattina del 17 (diciassette) giugno 2019 (duemila diciannove), infatti, il cuore del maestro ha deciso di fermarsi ed è sprofondato in un sonno profondo. Camilleri non ha più riaperto gli occhi. Il suo calvario in ospedale è durato un mese, fino al 17 (diciassette) luglio 2019 (duemila diciannove), il giorno della sua morte.

  Il maestro ha ottenuto importanti riconoscimenti sia in vita che dopo la sua morte. Tantissimi i messaggi da ogni parte del mondo per rendere omaggio all’uomo, al suo grande talento e alla sua grande simpatia. Per molto ancora leggeremo le sue opere e apprezzeremo il suo genuino talento.

  L’ingegno narrativo di Camilleri e l’originalità del suo intrigante italiano incastonato nel vivace dialetto siciliano, lo hanno fatto diventare un autore di culto capace di trasformare in letteratura la lingua quotidiana di questo splendido angolo di provincia sicula, adagiato sulla meravigliosa costa di una delle isole più belle del mondo.

  Inutile dire che Camilleri è uno degli eccellenti illustri di iSpeakItaliano.it.

Auguri Maestro

 

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