Piccola gita a…..
Minturno e il suo castello

  Minturno è un piccolo comune del Sud Italia situato sulla sponda laziale del fiume Garigliano, nel Golfo di Gaeta. Dal 1928 (mille novecento ventotto) Minturno è l’ultimo comune della provincia di Latina a causa dello spostamento del confine tra Lazio e Campania proprio lungo il fiume Garigliano. Durante la II (seconda) Guerra Mondiale, la città è l’ultimo punto della Linea Gustav, uno dei fronti più importanti nello scontro tra le truppe alleate e quelle tedesche per la liberazione dell’Italia.

  La piccola città ha una storia molto antica, è stata infatti fondata dall’antico popolo degli Aurunci per essere un porto sulla foce del fiume navigabile Garigliano. Il suo nome originale era Minturnae ed era parte di una Pentapoli Aurunca insieme alle città di Ausona, Vescia, Sinuessa e Suessa. Queste città erano alleate dei Sanniti e hanno combattuto contro Roma tra il IV (quarto) e il III (terzo) secolo a.c, proprio durante le guerre Sannitiche per il dominio di alcune regioni dell’Italia centrale. Minturnae, purtroppo, è stata completamente distrutta dai romani durante la seconda guerra contro i Sanniti. La posizione della città era però molto favorevole per il commercio e Roma decide di stabilire proprio in quel luogo una nuova colonia. I romani, quindi, ricostruiscono la città nel 295 (duecento novanta cinque) a.c.

  Quasi nove secoli dopo purtroppo, tra il 580 d.c. (cinquecento ottanta) e il 590 d.c. (cinquecento novanta), i Longobardi distruggono di nuovo la sfortunata Minturnae. Dopo la seconda distruzione gli abitanti in fuga si stabiliscono su un colle non lontano dalla costa e fondano la nuova città col nome di Traetto o Traietto. Nel secolo VIII (ottavo) la città passa sotto il controllo ponteficio ed è amministrata da un diacono del Papa. Per proteggere Traetto il pontefice fa costruire anche delle mura di cinta. La storia del “Castello” di Minturno inizia solo poco più tardi, nel IX (nono) secolo. Papa Leone III (terzo), infatti, ordina la costruzione di un grande bastione per proteggere il territorio. Quasi certamente il Castello nasce su un castrum romano precedente, costruito intorno alla fine del 500 (cinquecento) d.c. 

  I problemi per la popolazione di questa piccola città laziale non finiscono nemmeno dopo la costruzione delle mura e del castello. Nell’882 (ottocento ottanta due) i Saraceni, venuti via mare dalla Sicilia, decidono di stabilirsi proprio nella pianura del Garigliano e questo scatena un conflitto con la vicina città di Traetto. I Saraceni riescono a distruggere di nuovo la città nel 983 (novecento ottanta tre) ma alla fine le popolazioni locali riescono a cacciare gli invasori nel 915 grazie a un’alleanza con altre popolazioni locali organizzata da papa Giovanni X (decimo).

  La città a questo punto diventa un territorio dei Duchi della vicina Gaeta. Il suo piccolo “Castello” è infatti il vecchio palazzo ducale ed è il monumento più antico dell’epoca cristiana. Nelle epoche successive la residenza ha cambiato diverse volte propietari a causa dei molti eventi storici che hanno cambiato la situazione politica della piccola Traetto. La sua buona posizione geografica è stata spesso la causa di diverse invasioni, battaglie e cambiamenti di confine. La vita della piccola cittadina è diventata più tranquilla solo con l’inizio del Regno d’Italia e il 13 (tredici) luglio 1879 (mille ottocento settanta nove) ha iniziato a usare di nuovo il suo antico nome di Minturno.

  Nei vari secoli di storia il Castello ha subito lo stesso destino della città ed è stato sotto il controllo dell’abbate della vicina Montecassino, dei principi normanni di Capua, dei conti dell’Aquila, della famiglia Caetani di Anagni, dei conti di Fondi e Traetto e della famiglia Gonzaga. Molti nobili sono stati ospitati nella residenza ma nel settembre del 1272 (mille duecento settanta due) il palazzo ha avuto il suo ospite più prestigioso. Il teologo San Tommaso d’Aquino, infatti, si è fermato nella città ospite del Castello e una targa di marmo fuori le mura ricorda oggi il passaggio del famoso dottore della Chiesa. Nell’anno 1690 (mille seicento novanta), infine, la famglia Carafa della Spina ha acquistato il palazzo e lo ha tenuto fino a poco dopo la seconda guerra mondiale. Il Principe Giovanni Battista Caracciolo-Carafa, infatti, ha donato il Castello all’Ente Morale per gli Asili d’Infanzia di Minturno nel 1946 (mille novecento quaranta sei).

  L’antico palazzo è situato al centro del piccolo borgo, poco distante dal municipio. Sotto le sue mura si svolge la vita della città e si organizzano le principali manifestazioni tradizionali, come la Fiera di Santa Lucia il 13 (tredici) dicembre e la Sagra delle Regne nel mese di luglio. Al suo fianco è possibile passeggiare nella bella villa comunale dove è presente anche il monumento a tutti i caduti di tutte le guerre. Davanti al Castello c’è una piccola piazza da cui si può godere un panorama mozzafiato grazie al magnifico belvedere che domina il mare e regala una splendida vista dell’intero Golfo di Gaeta.

  Il comune, infine, ha acquistato il Castello nel 1990 (mille novecento novanta) e da allora è finalmente di proprietà della città di Minturno.

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