Passeggiare verso il futuro

  L’arrivo di un nuovo anno è sempre carico di aspettative. Per molti il primo gennaio è un simbolo di rinascita, la possibilità di ripartire e di lasciare alle nostre spalle le cose negative che hanno segnato l’anno vecchio.

  Questa volta però, quando il 2022 (duemila ventidue) è arrivato, io non me ne sono nemmeno accorto, non ci ho fatto caso. Nessun conto alla rovescia, nessuna bottiglia in mano, nessuna attesa. A un certo punto, semplicemente, ho guardato l’orologio e la mezzanotte era passata da due minuti.

  Tutti noi abbiamo aspettato la fine del 2020 (duemila venti) pieni di fiducia nel nuovo anno e con la speranza dell’arrivo di in un tempo migliore in cui ritrovare equilibrio. Il 2021 (duemila ventuno), però, è stato ancora una volta un anno difficile per il mondo intero a causa dei problemi che tutti conosciamo bene.

  Personalmente il 2020 (duemila venti) è stato un anno più “semplice”. Questa idea può sembrare folle, lo so. Il mondo era sottosopra e il mio paese ha affrontato una delle peggiori crisi della sua storia. Moltissime persone malate, ospedali pieni, coprifuochi, quarantene e infine, la cosa più tragica, migliaia di persone falciate da questo male. Come può essere semplice?

  Lo so, è addirittura offensivo per tutte le famiglie che hanno perso il loro cari in questa tragedia. So bene quanto dolore è costato alla mia bella Italia e a ogni popolo questa epoca folle, certamente non voglio mancare di rispetto a nessuno ma devo essere sincero e dire che ho vissuto il 2020 (duemila venti) con lucidità e relativa serenità, anche nella condizione di “prigionia” in cui tutti abbiamo vissuto.

  Il 2021 (duemila ventuno), nonostante la crisi sanitaria, è stato un tempo relativamente migliore per il mio Paese. La tragedia era, ed è, ancora intorno a noi ma l’Italia è riuscita ad affrontare la pandemia e la situazione è lentamente migliorata. La nostra economia ha ricominciato a funzionare e, come forse ricordate, abbiamo ottenuto molti successi, riconoscimenti internazionali e perfino anche tante soddisfazioni dallo sport.

 Ovviamente ero contento di questo miglioramento, ma il 2021 (duemila ventuno), giorno dopo giorno, è diventato per me sempre più difficile. Ho provato a descrivere questa cosa con l’idea di una batteria che ha iniziato ad accumulare negatività. La stanchezza, qualche momento di debolezza, alcune difficoltà e preoccupazioni hanno piano piano caricato le mie batterie di insicurezza, dubbi e sentimenti negativi. Questa carica ha raggiunto livelli preoccupanti e ha reso sempre più difficile trovare riposo e serenità.

  Cosa era cambiato?

  Ultimamente ho riflettuto su questa differenza e forse ho imparato una nuova lezione. Forse ho capito cosa ha reso difficili i giorni più semplici e cosa invece mi ha aiutato a ritrovare la calma, a non lasciar vincere il caos dentro di me. In realtà forse tutto si può riassumere con parole molto semplici: una destinazione e una direzione.

  Quando abbiamo degli obiettivi precisi, fiducia nelle nostre capacità e la giusta determinazione, tutto diventa immediatamente più chiaro, tutto assume una dimensione molto più semplice. Procedere nella giusta direzione diventa solo questione di un passo dopo l’altro e di soste per riposare, quando è necessario o possibile. Non c’è ieri, non c’è domani, c’è solo il percorso che scegliamo e i passi che possiamo fare oggi.

  Quando ci troviamo in questa condizione mentale è addirittura possibile osservare e assaporare meglio ciò che il mondo intorno a noi ci offre. Ogni giorno affrontiamo nuove sfide, nuove difficoltà ma possiamo goderci meglio la strada percorsa e la presenza delle persone intorno a noi. Ogni giorno è più che un anno nuovo, ogni giorno è un’opportunità, la possibilità di apprezzare il cammino fatto, dare un’occhiata in avanti, cambiare percorso se necessario e riprendere passo dopo passo verso la meta.

  E così, mentre nel 2020 (duemila venti) la destinazione e il percorso erano chiari, nel 2021 (duemila ventuno) invece tutto era più confuso. La determinazione ha lasciato il posto all’insicurezza e ha spalancato la porta a dubbi e frustrazioni. Certamente anche la stanchezza accumulata nell’anno precedente ha contribuito a caricare la batteria di energia negativa.

  Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese si sono accumulati passi nella direzione sbagliata, passi insicuri e impauriti, passi faticosi e arrabbiati perché senza determinazione e senza convinzione. L’umore è peggiorato sempre di più, quasi fino a paralizzare ogni attività. Tutto sembrava troppo difficile addirittura prima di iniziare.

  Durante l’estate, infine, tutti questi sentimenti negativi hanno completamente oscurato il paesaggio. Nuvole nere nascondevano la meta e rendevano impossibile trovare la giusta direzione da seguire. Anche le persone importanti sembravano ostili e rappresentavano ostacoli, non punti di riferimento su cui poter contare. L’estate, sempre amata e benvenuta, non era in grado di dare energie positive come nel passato.

  In questa situazione si può fare solo una cosa: fermarsi. E’ importante smettere di girare in tondo e sprecare energie. E’ necessario sgombrare la mente da pensieri negativi, recuperare un po’ di lucidità e ricominciare a procedere nel modo giusto. Solo con più calma è possibile ricordare le cose davvero importanti e capire  dove vogliamo andare. Quando la meta è di nuovo chiara è più facile ripartire nella direzione giusta. E così, piano piano, la capacità di vedere più serenamente le cose ha riportato un po’ di fiducia e ha permesso di muovere i passi giusti.

  Quando sappiamo dove andare accettiamo ogni passo perché ha uno scopo ed è necessario. E’ necessario a noi stessi per riacquistare fiducia ed è necessario alle persone intorno a noi, per dimostrare la nostra convinzione e la nostra determinazione, per dare prova che le nostre parole corrispondono alle nostre azioni e diventano passo dopo passo reali.

  Da questo punto di vista tutto assume una prospettiva diversa. Forse non dobbiamo parlare di tempo ma piuttosto di passi da muovere. Passi senza ore, giorni, settimane, mesi o anni. Passi che hanno bisogno solo di una direzione. Quando sentiamo che la direzione è giusta la durata del viaggio non è più importante perché il viaggio stesso e tutti i suoi passi sono gratificazione, sono piacere, sono vita. Passi della giusta lunghezza per i nostri piedi,  per il tempo che abbiamo a disposizione, verso la meta che abbiamo scelto. A volte sono passi faticosi e difficili ma si possono muovere meglio se li affrontiamo uno alla volta se se siamo sicuri del percorso che facciamo.

  Il mio 2021 (duemila ventuno) è cambiato proprio quando si è trasformato in passi, quando ha smesso di essere lunghe ore e lunghi giorni passati a riflettere in cerca di una soluzione rapida alle difficoltà.

 Capire le necessità vere, fissare i nostri obiettivi, avere fiducia in noi stessi e fare ciò che serve a raggiungerli, questo è tutto quello che possiamo fare in fondo. Ho iniziato in questo modo a muovere un piccolo passo alla volta e piano piano sono arrivati segnali positivi. Giorno dopo giorno sono arrivate conferme sul percorso e soddisfazione per i risultati. Un po’ alla volta insomma, grazie al circolo virtuoso, è tornata finalmente maggiore serenità.

  E così quando la mezzanotte era vicina non avevo nessuna fretta di iniziare l’anno nuovo. Perché mi piaceva il percorso, i miei passi erano leggeri e la meta era più chiara. La pace di quel bel momento era l’unica cosa importante. In quella dimensione il tempo non conta, ciò che conta è essere arrivati li, in quell’istante. Ciò che importa non è il tempo che abbiamo impiegato ma sono i passi fatti, i percorsi scelti e la realtà intorno a noi.

  Alla fine, dopo aver odiato l’anno per le difficoltà affrontate, non ho dato alcuna importanza alle ore 23.52 (ventitré e cinquantadue) del 31 (trentuno) dicembre 2021(duemila ventuno) e non ho pensato molto al 2022 (duemila ventidue) in arrivo. Improvvisamente e distrattamente mi sono accorto di essere in un nuovo anno.

  Tutto questo è stato possibile anche grazie a chi ha condiviso con me quel momento. E’ stato un grande piacere finire quel giorno in modo rilassante, come fosse un premio. La compagnia perfetta e l’assoluta sensazione di rilassamento erano il festeggiamento migliore. E cosa importa se è l’ultimo giorno di un anno o un anonimo 14 marzo? Cosa importa se il premio arriva per il lavoro di un anno o di ventiquattro ore? Quello che conta è solo quel momento in cui senti di essere nel posto giusto al momento giusto.

  Con l’arrivo di un nuovo anno c’è sempre la speranza di cancellare la lavagna e ricominciare a scrivere solo cose nuove, come se il passato fosse tutto da dimenticare per i problemi, la fatica e le paure che ci hanno bloccato. Ma l’inizio di un nuovo anno è solo un momento simbolico.

  Credo che i nostri percorsi possano cambiare direzione in ogni momento. Il 2021 (duemila ventuno) forse mi ha insegnato che nelle difficoltà non bisogna avere la tentazione di buttare via tutto, compresi noi stessi. E’ importante invece ritrovare ciò che siamo, guardare la strada che abbiamo fatto, capire i nostri passi, guardare la nostra bussola e ripartire nella direzione giusta. Non è necessario ripartire da zero, come in fuga dal passato, con il rischio di girare a vuoto, tornare sempre sui nostri passi e commettere gli stessi errori.

  Vorrei sempre un capodanno come l’ultimo, una bella chiacchierata iniziata il 31 (trentuno) dicembre e finita il primo gennaio, senza nemmeno notare i due anni che si incrociano e senza bisogno di aspettare grandi cambiamenti. In fondo siamo sempre già sulla strada giusta, a volte prima di ripartire dobbiamo solo fermarci, riprendere fiato e controllare se il percorso e la direzione sono quelli adatti a noi.

  Per questo auguro a tutti voi l’inizio di una piacevole passeggiata verso i vostri obiettivi e la vostra destinazione. Vi auguro di essere sereni, senza bisogno di fuggire in avanti per lasciare pezzi di vita dietro di voi. Vi auguro di trovare la certezza che ogni giorno, ogni settimana, ogni mese e ogni anno sono solo tappe di un percorso che possiamo cambiare o modificare in ogni istante della nostra esistenza, senza la necessità di cancellare la vita, le esperienze e le emozioni che ci hanno portati fino a quell’attimo preciso.

  Ogni momento è un capoverso della nostra storia e siamo noi a scrivere le pagine della nostra vita.

Buona passeggiata a tutti.

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